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Cinque giorni per ritrovare il tempo che hai smesso di vedere.
Viviamo immersi nelle immagini e affamati di sguardo. Produciamo, pubblichiamo, scorriamo. Il gesto fotografico è diventato automatico — un riflesso, non una scelta. E da qualche parte lungo questa strada, qualcosa si è perso. Non la tecnica. Non la luce giusta. Il tempo. La capacità di stare davanti a qualcosa e lasciare che accada.
Silver Breath è una risposta a quella perdita. Cinque giorni. Un parco chiuso. La luce come unico strumento.
Nel cuore della Romagna, a Sacramora 12, ti invitiamo a scomparire dal ritmo del mondo. Torniamo all’inizio: ai processi che i primi fotografi usavano quando la fotografia era ancora una domanda senza risposta. Lumen prints, fotocamere costruite a mano, ritratti con pose lunghissime — come ai tempi di Fox Talbot.
Questi non sono esercizi tecnici. Sono pratiche di restituzione. Del tempo. Dell’attenzione. Del piacere fisico di fare qualcosa con le mani che non si può annullare con un tap.
Questo retreat è adatto a tutti. Non è richiesta nessuna esperienza pregressa. Va bene per chi è esperto e per chi non ha mai toccato una macchina analogica o digitale. È un’esperienza per chi vuole rallentare e guardare diversamente.
Il gruppo è piccolo per scelta: massimo 8 partecipanti
Cosa si impara?
Durante Silver Breath non imparerai solo una tecnica. Vivrai la riscoperta di un’attenzione e di un fare senza tempo.
Nel corso dei cinque giorni imparerai a realizzare lumen prints — immagini formate per contatto diretto tra luce solare e carta fotosensibile, senza chimica, senza macchina. Costruirai con le tue mani una fotocamera stenopeica e la userai per fotografare: still life, paesaggio, ritratti con esposizioni lunghissime. Sperimenterai la stampa a contatto e il problema del fissaggio — lo stesso che affrontava Talbot nel 1839.
Ma soprattutto imparerai a ridarti il tempo per restare davanti a una scena, davanti a una persona, davanti a un foglio di carta che lentamente si trasforma sotto il sole. Imparerai cosa succede quando togli la velocità e lasci che sia la luce a determinare il tuo fare, con i suoi tempi.
A chi è rivolto?
principianti, intermedi, avanzati
Prossime Date
Giugno 2026
Settembre 2026
Docenti
Andrea Calabresi
Programma
Sera del Giorno 1 — Il desiderio di fermare il mondo Arrivo, aperitivo, primo incontro e poi cena. Raccontiamo la storia della fotografia come storia di un desiderio: dalla griglia di Dürer alla camera lucida, fino al momento in cui la luce finalmente resta. Usiamo una camera lucida per capire fisicamente cosa mancava. Nessun altro strumento ancora.
Giorno 2 — La luce che scrive da sola Lumen prints. Raccogliamo oggetti nel parco, posiamo fiori e foglie (o qualunque altra cosa ci piaccia) sulla carta fotosensibile, aspettiamo che il sole faccia il suo lavoro. Le immagini si formano senza chimica, senza macchina. Ogni risultato è irripetibile. Affrontiamo il problema del fissaggio — lo stesso che aveva Talbot nel 1839.
Giorno 3 — Costruire una fotocamera. Costruiamo fotocamere stenopeiche con scatole di cartone. La mattina per costruire, il pomeriggio per fotografare nel parco. Prime immagini su carta negativa. La fotocamera non si compra: si capisce.
Giorno 4 — Il tempo lento La giornata centrale. Fotografiamo nel parco con le camere che abbiamo costruito: still life, paesaggio, e soprattutto ritratti — pose lunghe, dettate dalla luce. Stampa a contatto nel pomeriggio. Revisione collettiva la sera.
Giorno 5 — La restituzione Selezioniamo le immagini. Allestiamo la mostra privata negli spazi di Sacramora 12. Presentiamo i lavori al tramonto. Un percorso che si chiude dove ha cominciato: con la luce.
Materiali
Non hai bisogno di portare nulla, se non la voglia di uscire dal ritmo del mondo per qualche giorno. Carta fotografica, chimici essenziali, materiali per le fotocamere stenopeiche — tutto è incluso. Quello che non si include in nessuna lista è l’attenzione. Quella la porti tu.
Costo
€ 2.000
