Andrea CalabresiUno dei cuori pulsanti di CorsiFotoAnalogica sono i corsi tenuti da 20 anni dall’artista, docente e stampatore fine-art Andrea Calabresi, che con la sua ultra-trentennale esperienza di camera oscura, la sua esperienza come artista e professionista e la sua rinomata disponibilità è in grado non soltanto di dare una formazione di altissima qualità, ma anche un approccio culturale e visivo differente alla fotografia; un approccio che può aprire nuovi orizzonti grazie ad una approfondita conoscenza degli strumenti e della tecnica fotografica e dell’evoluzione storica della fotografia come forma d’arte.

Andrea Calabresi ha iniziato nel 1996 a tenere corsi privati ai quali si sono negli anni affiancati incarichi istituzionali, presso la Scuola Romana di Fotografia (2001); presso il Toscana Photographic Workshops (dal 2002); con l’incarico come visiting instructor presso l’Art Department della Syracuse University di New York (dal 2004) dove tiene regolarmente brevi corsi specialistici e per finire vanno ricordati i recenti workshop presso l’ISFCI.

Inizialmente e precocemente autodidatta deve la sua formazione successiva a Jim Megargee, uno dei più influenti stampatori americani, ed al noto artista Arno Rafael Minkkinen.

È fotografo professionista dal 1989, ma soprattutto è un vero appassionato ed esperto della camera oscura. Dal 1996 al 2001 ha tenuto a Roma un laboratorio stampa fine-art in bianco e nero lavorando per i più noti professionisti romani e non solo; ha realizzato le stampe per numerose importanti mostre e pubblicazioni e si è occupato dello sviluppo di una tecnica di stampa e di divulgazione didattica detta “metodo percettivo”. Il “metodo percettivo” è una tecnica di interpretazione della stampa che si fonda sullo studio della relazione tra le prime impressioni e reazioni emotive e l’osservazione prolungata delle immagini.

Come artista è rappresentato in Italia dalla galleria MAC – Maja Arte Contemporanea di Roma e negli U.S.A. dalla MV Gallery of Photography di New York City.

 

Per Andrea Calabresi la salvaguardia e la diffusione della cultura analogica sono una missione.

Foto di Elisabetta Cameli

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