Domande 24 small

 

Finiva così la settima puntata del racconto di Pietro Peressutti: Dopo un paio di minuti ci troviamo tutti e tre ad osservare sotto la luce la stampa zebrata; questa volta è Paolo l’imputato alla sbarra. “beneeee, cosa ci racconta questo provino?!”

E da li riparte l’ottava: Dopo un attimo di silenzio, la fronte aggrottata in un palese tentativo di finta meditazione, il teste prova una risposta interrogativa: “ecco…. La striscia che sembra avere la corretta esposizione è questa?” nel mentre fa scivolare in alto ed in basso lungo la carta un dito a sottolineare la sua scelta e a farsi forza nella sua zoppicante convinzione. Rivolge lo sguardo verso Andrea che a sua volta lo osserva in silenzio. Dopo aver sbattuto le palpebre una decina di volte, il Maestro prende la rincorsa e parte nelle sua personale arte maieutica. “Quindiii, siii, il punto che tu mi hai indicato, potrebbe anche esser corretto, però mi devi spiegare quali sono i motivi per i quali lo hai scelto. Cominciamo…. Osserva la stampa e prova a vedere dove riesci ad individuare il bianco che ritieni corretto, un bianco che non sia il fondo della carta e che comunque conservi almeno qualche sfumaturina” – le teste di Paolo ed Andrea si avvicinano alla stampa illuminata e m’impallano la visuale; mi sollevo sulle punte e con uno stile da ballerino classico perdo l’equilibrio rischiando di rovinare addosso ai due pensatori. Alla fine, dopo qualche tentativo, riesco ad incastrare la mia zucca in un pertugio lasciato libero, potendo così godere dell’opera di correzione del Nostro senza dover mettere a disposizione le mie orecchie da tirare: un po’ come quando a scuola era il tuo compagno di banco ad essere interrogato e tu, gongolante del fatto che almeno per oggi non saresti stato beccato, già assaporavi l’aria fresca e libera che di li a poco avrebbe accompagnato il tuo ritorno a casa. Paolo fa correre lo sguardo fra i gradini della stampa ed infine con fare sicuro decreta “forse mi pare che potrebbe pure sembrar essere questo qui….” Ed indica lo stesso punto che avrei scelto io: un bel bianco squillante che raccontava una storia di luce che acceca e risplende. “eeee, insomma…. Io preferirei indicare quello leggermente più grigino, vedi? Quello che hai scelto è troppo piatto”. Sia Paolo che io, come quegli orridi animaletti tamarri che compaiono sui cruscotti delle macchine, oscilliamo la testa dall’alto verso il basso dando mostra d’aver tutto compreso ma conservando l’intima convinzione che, in definitiva, il bianco più bello fosse proprio quello là, quello che il Maestro aveva scartato con tanta sufficienza. Neanche a leggerci nel pensiero Andrea aggiunge “non vi preoccupate che poi, volendo interpretare la stampa, questo bianco può essere schiarito a vostro gusto in fase di sbianca, cosa che vi permetterà di giocare più agevolmente con i limiti della zona IX”. Rinfrancati da questa spiegazione, pur senza aver capito gran che della cosa, accondiscendiamo bonariamente a farci imporre quel bianco lì. “Occheiii, adesso resta da vedere dove si trova su questo provino il nero; quale fra queste esposizioni presenta un nero che sia sufficientemente pieno senza diventare semplicemente una macchia sulla carta?” Paolo esplora i particolari dell’immagine ed infine….: “questo!” – io osservo con aria catatonica, ‘sta volta non mi fido neppure di pensare, va tu a sapere che il Maestro non sia realmente un telepate – “sii, quasi… quii se guardi con attenzione, su questa stessa striscia abbiamo un nero che invece è troppo netto, tanto da formare una patacca. Io di conseguenza preferirei indicare come esposizione corretta quella accanto. Sii?!” Paolo ne conviene ed accorda la sua scelta a quella del Nostro. “Quindiii… adesso abbiamo trovato gli estremi di questa stampa, in questo caso si trovano entrambi sulla stessa striscia e dunque hanno lo stesso tempo di esposizione e questo significa cheeee….?” Ci guardiamo attorno in silenzio per una manciata di secondi fino quando non realizziamo che Andrea si attendeva da noi la conclusione della frase. “Allora?!?! Questo significa cheeee….?” – “Ah, dici a me!?….Eh…significa che il contrasto è quello giusto?” – “Oooo, finalmente! Quindi, conta un po’ quanti secondi sono per l’esposizione corretta e quindi vai in stampa”. Con un gran fumerone rimbalziamo soddisfatti per la stanza, chi a recuperare un foglio di carta sensibile chi a cercar di rendersi utile creando solo ancor più casino del dovuto…

Il seguito a breve!!!